📍 Dove siamo nel percorso

La crisi della replicabilità ù causata da molteplici fattori. In primo luogo, un sistema di incentivi accademici distorto che premia la quantità a scapito della qualità della ricerca. In secondo luogo, sono stati individuati i limiti dell’inferenza frequentista, ampiamente adottata in psicologia, e il suo utilizzo meccanico come “filtro” per separare i risultati scientificamente rilevanti da quelli trascurabili. In questa sezione esamineremo nel dettaglio gli effetti negativi di queste scelte metodologiche e introdurremo le pratiche della Open Science.

Consiglio🎯 Cosa faremo in questa sezione

Questa sezione analizza i problemi metodologici legati all’inferenza frequentista e li collega alle pratiche di ricerca responsabile:

  • Simulare gli effetti distorti del p-hacking e dei ricercatori gradi di libertĂ .
  • Quantificare l’instabilitĂ  interpretativa del p-value in scenari realistici.
  • Implementare un preregistrazione che specifichi le analisi bayesiane.
  • Strutturare repository di ricerca completamente riproducibili e accessibili.
  • Comprendere le pratiche fondamentali dell’Open Science.
Importante📖 Collegamenti con il manuale

Questa sezione mette in pratica i concetti chiave sviluppati nei seguenti capitoli del manuale:

  • Cap. 3 — Il valore-p e i suoi fraintendimenti
  • Cap. 5 — Pratiche di ricerca discutibili
  • Cap. 23 — Buone pratiche di Open Science

⭐ Implicazioni per la formazione e la pratica professionale: comprendere le cattive pratiche di ricerca – spesso inavvertitamente favorite dal paradigma frequentista – offre un triplice vantaggio. In primo luogo, permette di smascherare le strategie con cui vengono prodotte pubblicazioni di scarso valore. In secondo luogo, fornisce agli studenti una lente critica per interpretare la letteratura scientifica, legando i limiti metodologici alla solidità delle conclusioni. Infine, mette i professionisti nella condizione di valutare su quali basi teoriche ed empiriche sia ragionevole fondare gli interventi applicativi.