Glossario terminologico
Questo glossario raccoglie i termini tecnici in pāli (P), sanscrito (S) e tibetano (T) utilizzati nel corso. Per ogni termine sono indicati: traslitterazione, lingua, traduzione comune, e una breve spiegazione contestualizzata.
A
Anātman (S) / Anattā (P) Letteralmente: “non-sé” Traduzione comune: assenza di sé, non-sé Nel corso: Dottrina fondamentale del buddhismo secondo cui non esiste un sé permanente, unitario e indipendente. Non significa che “non esistiamo”, ma che ciò che chiamiamo “io” è un processo dinamico e condizionato, non un’entità fissa. Vedi 2 Il non-sé: fondamento filosofico della compassione.
Appamāṇa (P) / Apramāṇa (S) Letteralmente: “senza misura”, “illimitato” Nel corso: Qualifica dei quattro brahmavihāra quando vengono coltivati senza restrizioni — estesi a tutti gli esseri senza distinzione. Indica la direzione della pratica: dalla selettività all’inclusività universale.
Avidyā (S) / Avijjā (P) Letteralmente: “non-vedere”, “ignoranza” Traduzione comune: ignoranza fondamentale Nel corso: Non è ignoranza di fatti, ma una distorsione strutturale della percezione che porta a vedere come permanente ciò che è impermanente, come dotato di sé ciò che ne è privo, come fonte di felicità ciò che produce sofferenza. È la radice delle afflizioni mentali.
B
Bhāvanā (P/S) Letteralmente: “far divenire”, “coltivare” Traduzione comune: meditazione, coltivazione Nel corso: Termine generale per le pratiche contemplative. Sottolinea l’aspetto di sviluppo graduale: non si “fa” meditazione, si “coltiva” una qualità mentale.
Bodhicitta (S) Letteralmente: “mente del risveglio” Nel corso: L’aspirazione a raggiungere il risveglio completo per il beneficio di tutti gli esseri. Nel Mahāyāna, è la motivazione fondamentale del bodhisattva. Ha due aspetti: aspirazione (desiderare il risveglio) e applicazione (impegnarsi nel percorso).
Bodhisattva (S) Letteralmente: “essere del risveglio” Nel corso: Nel Mahāyāna, chi ha generato bodhicitta e si impegna nel percorso verso il risveglio per il beneficio di tutti. Rappresenta l’ideale di una compassione attiva e universale, non limitata alla propria liberazione.
Brahmavihāra (P/S) Letteralmente: “dimore divine” o “stati sublimi” Traduzione comune: quattro Incommensurabili Nel corso: I quattro stati mentali da coltivare: mettā (benevolenza), karuṇā (compassione), muditā (gioia compartecipe), upekkhā (equanimità). Chiamati anche appamāṇa quando coltivati “senza misura”. Vedi 12 La meditazione sugli Incommensurabili.
D
Dharma (S) / Dhamma (P) Significati multipli: 1. L’insegnamento del Buddha 2. La legge naturale, l’ordine delle cose 3. I fenomeni (al plurale: dharmas) Nel corso: Usato principalmente nel primo senso — l’insieme degli insegnamenti e delle pratiche buddhiste.
Duḥkha (S) / Dukkha (P) Letteralmente: “difficile da sopportare” Traduzione comune: sofferenza, insoddisfazione Nel corso: Termine che indica non solo il dolore evidente, ma anche l’insoddisfazione sottile che pervade l’esistenza condizionata. È la Prima Nobile Verità: la diagnosi buddhista della condizione umana.
K
Karuṇā (P/S) Letteralmente: etimologia discussa, forse legata a “azione” o “tremore” (del cuore di fronte alla sofferenza) Traduzione comune: compassione Nel corso: Il desiderio che gli esseri siano liberi dalla sofferenza e dalle sue cause. Distinta da: empatia (sentire con), simpatia (sentire per), pietà (sentire sopra). Nel Mahāyāna, diventa mahākaruṇā quando si integra con la saggezza della vacuità.
Kleśa (S) / Kilesa (P) Letteralmente: “afflizione”, “contaminazione” Traduzione comune: afflizioni mentali, emozioni disturbanti Nel corso: Stati mentali che disturbano la pace della mente e causano sofferenza. I tre principali sono: attaccamento (rāga), avversione (dveṣa), ignoranza (moha). La pratica mira alla loro riduzione e cessazione.
L
Lojong (T: blo sbyong) Letteralmente: “addestramento della mente” Nel corso: Tradizione tibetana di pratiche per trasformare la mente, particolarmente attraverso il rovesciamento delle tendenze egoiche. Include il tonglen e gli slogan di addestramento mentale. Vedi 14 La meditazione Tonglen.
M
Madhyamaka (S) Letteralmente: “via di mezzo” Nel corso: Scuola filosofica fondata da Nāgārjuna, che sviluppa la dottrina della vacuità (śūnyatā). “Via di mezzo” tra eternalismo (le cose esistono intrinsecamente) e nichilismo (le cose non esistono affatto). Vedi 9 Abbandonare tutti i punti di vista.
Mahākaruṇā (S) Letteralmente: “grande compassione” Nel corso: La compassione pienamente matura del Mahāyāna, caratterizzata da: universalità (estesa a tutti senza eccezione), integrazione con la saggezza (prajñā), assenza di reificazione (non c’è un “io” che prova compassione per un “altro” che la riceve).
Mahāyāna (S) Letteralmente: “grande veicolo” Nel corso: Una delle principali tradizioni buddhiste, sviluppatasi in India nei primi secoli dell’era comune. Enfatizza l’ideale del bodhisattva, la compassione universale e la dottrina della vacuità. Include le tradizioni tibetana, cinese, coreana, giapponese e vietnamita.
Mettā (P) / Maitrī (S) Letteralmente: “amicizia”, “benevolenza” Traduzione comune: amorevole gentilezza, benevolenza Nel corso: Il desiderio che gli esseri siano felici e abbiano le cause della felicità. Primo dei quattro brahmavihāra. Distinta da attaccamento affettivo: mettā non dipende da reciprocità né da caratteristiche dell’altro.
Muditā (P/S) Letteralmente: “gioia” Traduzione comune: gioia compartecipe, gioia simpatetica Nel corso: La capacità di gioire per la felicità e il successo altrui. Terzo dei brahmavihāra. Antidoto all’invidia e alla gelosia. Spesso trascurata negli adattamenti contemporanei.
N
Nāgārjuna Nel corso: Filosofo buddhista indiano (II-III sec. d.C.), fondatore della scuola Madhyamaka. La sua opera principale, Mūlamadhyamakakārikā, sviluppa sistematicamente la dottrina della vacuità attraverso la critica di ogni posizione metafisica. Vedi 9 Abbandonare tutti i punti di vista.
P
Prajñā (S) / Paññā (P) Letteralmente: “saggezza”, “conoscenza superiore” Nel corso: La comprensione profonda della natura della realtà — in particolare, la realizzazione della vacuità e dell’interdipendenza. Nel Mahāyāna, è inseparabile da karuṇā: saggezza senza compassione è arida, compassione senza saggezza è cieca.
Prapañca (S) / Papañca (P) Letteralmente: “proliferazione”, “espansione” Traduzione comune: proliferazione concettuale Nel corso: La tendenza della mente a elaborare, commentare, costruire narrazioni a partire dall’esperienza diretta. Fonte di molta sofferenza inutile. La pratica di sati mira a interrompere questa proliferazione.
Pratītyasamutpāda (S) Letteralmente: “sorgere in dipendenza” Traduzione comune: origine dipendente, coproduzione condizionata Nel corso: Dottrina fondamentale: tutti i fenomeni sorgono in dipendenza da cause e condizioni, nulla esiste in modo indipendente. Base filosofica sia per la comprensione della sofferenza sia per la comprensione della vacuità.
S
Śamatha (S) / Samatha (P) Letteralmente: “calma”, “quiete” Traduzione comune: meditazione di calma Nel corso: Pratiche che sviluppano stabilità e concentrazione della mente. Complementare a vipassanā (visione profonda). Prerequisito per pratiche più avanzate come il tonglen.
Saṃsāra (S/P) Letteralmente: “vagare”, “flusso continuo” Nel corso: Il ciclo dell’esistenza condizionata, caratterizzato da nascita, morte e rinascita, e dalla sofferenza che ne deriva. Nel contesto psicologico contemporaneo, può essere inteso come il ciclo delle reazioni automatiche che perpetuano la sofferenza.
Saṃvṛti (S) Letteralmente: “ciò che copre”, “convenzione” Nel corso: La verità convenzionale o relativa — il modo in cui le cose appaiono e funzionano al livello dell’esperienza ordinaria. Complementare a paramārtha (verità ultima). Vedi “due verità”.
Sati (P) / Smṛti (S) Letteralmente: “memoria”, “ricordo”, “presenza mentale” Traduzione comune: consapevolezza, mindfulness Nel corso: La capacità di mantenere l’attenzione sull’esperienza presente con chiarezza e stabilità. Non è semplicemente “essere nel momento” ma una qualità attiva di presenza che previene le reazioni automatiche. Vedi 11 Sati: il fondamento della presenza consapevole.
Śūnyatā (S) / Suññatā (P) Letteralmente: “vuotezza”, “vacuità” Nel corso: Non significa “nulla” ma “assenza di esistenza intrinseca”. Tutti i fenomeni sono vuoti di un’essenza propria, indipendente e permanente — esistono solo in relazione e dipendenza. Nel Mahāyāna, la realizzazione di śūnyatā è inseparabile dalla compassione.
T
Tonglen (T: gtong len) Letteralmente: “dare e prendere” Nel corso: Pratica tibetana in cui si visualizza di “prendere” la sofferenza altrui (inspirando) e “dare” benessere (espirando). Non è un trasferimento letterale ma un addestramento a invertire le tendenze egoiche della mente. Vedi 14 La meditazione Tonglen.
U
Upāya (S) Letteralmente: “mezzo”, “metodo” Traduzione comune: mezzo abile, metodo abile Nel corso: L’adattamento dell’insegnamento alle capacità e ai bisogni dell’interlocutore. Nel Mahāyāna, è una qualità centrale del bodhisattva: la capacità di trovare il modo giusto per aiutare ogni essere. Nel corso, viene usato per interpretare positivamente alcuni adattamenti contemporanei.
Upekkhā (P) / Upekṣā (S) Letteralmente: “guardare da vicino”, “osservare con equilibrio” Traduzione comune: equanimità Nel corso: Il quarto brahmavihāra. Equilibrio affettivo che permette di restare presenti senza essere destabilizzati. Non è indifferenza ma stabilità nella cura. Vedi 13 Equanimità: il fondamento della cura sostenibile.
V
Vipassanā (P) / Vipaśyanā (S) Letteralmente: “vedere in modo speciale”, “visione profonda” Traduzione comune: insight, visione penetrativa Nel corso: Pratiche che sviluppano la comprensione diretta della natura della realtà (impermanenza, sofferenza, non-sé). Complementare a śamatha (calma). Nelle tradizioni contemporanee, spesso ridotta a “osservazione non giudicante”.
Note sulla pronuncia
- ā, ī, ū: vocali lunghe
- ṃ/ṅ: nasale (come “ng” in inglese “song”)
- ñ: come “gn” italiano in “gnomo”
- c: come “c” italiana in “cena”
- j: come “g” italiana in “gelo”
- ś/ṣ: come “sc” italiana in “scena”
- ṭ, ḍ, ṇ: consonanti retroflesse (la lingua tocca il palato)
- h dopo consonante: aspirazione leggera
Riferimenti incrociati
| Concetto | Capitoli principali |
|---|---|
| Non-sé (anātman) | 2 Il non-sé: fondamento filosofico della compassione, 9 Abbandonare tutti i punti di vista |
| Compassione (karuṇā) | 5 La natura della compassione: cosa viene coltivato, 6 Metodi di coltivazione della compassione |
| Vacuità (śūnyatā) | 9 Abbandonare tutti i punti di vista, 8 Il pensiero non dualistico |
| Presenza mentale (sati) | 11 Sati: il fondamento della presenza consapevole |
| Incommensurabili (brahmavihāra) | 12 La meditazione sugli Incommensurabili, 13 Equanimità: il fondamento della cura sostenibile |
| Tonglen | 14 La meditazione Tonglen |
| Equanimità (upekkhā) | 13 Equanimità: il fondamento della cura sostenibile |